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UNA LETTURA PSICOLOGICA DELLE IMMAGINI DI GIOVANNI
In un tempo in cui il termine immagine normalmente si associa ad
un video e quindi ad immagini in movimento, le fotografie ci richiamano sia
all’inconsistenza del tempo, sia all’importanza del tempo stesso fermato
all’interno dell’immagine fotografica.
Il tempo, che nel suo fluire scandisce l’inconsistenza
dell’essenza umana, può essere fermato solo dall’attimo oggettivo, o , meglio,
nella percezione sensoriale di un oggetto.
In questo l’immagine fotografica diventa l’oggetto che acquisisce
il potere di “fermare il tempo” ma non in modo neutro, bensì in un modo che si
carica di storia e di significato
La fotografia nella sua essenza diventa lo strumento che coglie
“l’attimo fuggente” della realtà e produce la sommatoria sia delle sensazioni
storiche, sia delle sensazioni del “qui e ora”.
Quindi l’immagine fotografica evoca, come primo percorso, la
scoperta della capacità personale dell’autore, del soggetto, e del fruitore
dell’immagine, di fermare lo spazio e il tempo.
Una volta fermato il tempo, è importante riempire lo spazio
d’osservazione con sensazioni e vissuti che possano indurre l’osservatore ad
evolvere dalla propria percezione, verso l’universalità dell’immagine proposta.
Nell’ambito di questa dinamica il percorso inteso si configura
come un cammino, che conduce alla scoperta di nuove percezioni, scaturite da
immagini di una realtà fermata dal click fotografico.
All’interno di tali percorsi si alternano paesaggi e persone, in
un incedere di momenti tra loro apparentemente scollegati, ma nello stesso modo
uniti dalla trama percettiva dell’autore.
Questo percorso ci conduce dalla natura delle immagini
paesaggistiche, e dalla naturalezza dei ritratti delle persone, alla cultura
dei significati simbolici ed introspettivi, unendo per l’ennesima volta i
termini natura-cultura.
In un mondo sempre più povero di cultura, la riflessione offerta
da madre natura rimane un importante impulso apportatore di crescita personale e
lo strumento fotografico un importante tramite culturale.
Giuseppe Rescaldina
psicologo
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